Balotelli continua a dar fastidio all’Inter e al calcio italiano

Che il marasma del calcio italiano sia totale e che ormai è tutto un casino, è cosa nota…

Dopo la partita rinviata contro il Parma di domenica scorsa l’Inter torna in campo per la sfida casalinga contro il Cagliari. Un match importante per Mourinho che vuole riprendere la corsa verso lo scudetto. Inevitabile che le prime domande per il tecnico dell’Inter siano sul caso Balotelli: «Il mio rapporto con Balotelli? Mi preoccupo del rendimento in campo dei miei giocatori e per dire la verità mi è piaciuto il gioco di Mario con il Chievo, con il Milan, con la Juventus e, ma anche contro la Fiorentina. L’unica cosa che non mi è piaciuta è che un giocatore si deve sacrificare anche nei momenti difficili: in quei casi deve dimenticare del dolore. Ho detto in modo scherzoso che poteva anche perdere l’occhio, continuare a difendere e poi andare in ospedale. Non c’è un caso perché quando ho problemi con un giocatore, va in tribuna o a casa a pensare. Non c’è un caso Balotelli. Voi continuate a chiedermi se il caso è chiuso ma in realtà non c’è mai stato nessun caso. Mercoledì ad inizio ripresa ho fatto un cambio per giocare con 3 attaccanti e chiudere il discorso qualificazione, ma in un momento particolare del match ho capito che l’1-0 era un risultato positivo. Meglio non rischiare l’1-1. Ho cambiato lui perché mi ha dimostrato di non essere pronto a soffrire fino alla fine. Non ho parlato con lui, non gli ho detto niente. Quando arriva la difficoltà e ci sono giocatori più disponibili io tengo in campo quelli. Comunque Mario ha ragione: se un giorno non parlo più a un giocatore come allenatore, quel giocatore per me è finito». E alla domanda se il discorso di ieri sui giocatori con un neurone che non imparano dagli esempi positivi fosse riferito a Balotelli, Mourinho diventa criptico: «La mia interpretazione è che ieri sera sono andato a cercare mio figlio che giocava a pallone con i suoi amici e molti genitori di quei bambini mi hanno detto grazie perché i nostri figli hanno imparato una parola nuova. Ho dato il mio contributo alla cultura dei bambini di 8-9 anni». Ma allora domani sarà in campo o no?: «Si è allenato come di solito. Con il suo impegno che è un impegno normale, positivo, meno di qualcuno che per natura ha un modo diverso di allenarsi. Se non si fosse allenato non sarebbe stato convocato».

IL MOMENTO DELL’INTER – Successivamente il tema torna sul momento dell’Inter che nei prossimi 7 giorni dovrà affrontare tre partite tutte ravvicinate: «Abbiamo avuto un gennaio molto positivo in cui abbiamo vinto sempre, eccezion fatta per il pareggio a Bari. A febbraio vediamo quello che succede. È importante fare punti. Domani c’è una squadra non facile e dobbiamo giocare bene per vincere». Da verificare anche le condizioni di Eto’o: «Se è convocato è perché fisicamente sta bene. Ha giocato in Coppa d’Africa, poi è arrivato qua e anche se non ha giocato con la squadra negli ultimi due giorni è con la squadra. È un’opzione importante per noi e con tante partite così ravvicinate è importante averlo a disposizione». E sullo schema da utilizzare senza Stankovic e Sneijder il tecnico dell’Inter è chiaro: «Il rombo è possibile anche in queste condizioni. Lo abbiamo fatto anche con altri giocatori: con Muntari, ma anche con Motta. Gli attaccanti in questo momento li abbiamo tutti e ci mancano 2 difensori e 2 centrocampisti. Giocare con più attaccanti, ora sembra più facile». Ma cosa perde l’Inter senza l’ex giocatore del Real Madrid?: «Perde la creatività, la visione dell’ultimo passaggio, la tendenza di pressare con più aggressività e un calciatore fondamentale nelle palle inattive. Abbiamo giocato senza di lui contro il Milan e abbiamo vinto. Per questo ho fiducia nei miei uomini. Abbiamo giocato 2 giorni fa ma stiamo bene e non sarà la partita con la Fiorentina un alibi». Nessun dubbio sull’utlizzo di Julio Cesar: «Sta bene e gioca». Ma domani contro il Cagliari quali pericoli avrà di fronte l’Inter?: «Il Cagliari è una bella squadra, con qualità individuali. È una squadra che collettivamente gioca molto bene e che è ben organizzata. Non ha la pressione delle altre squadre perché ha più tranquillità di classifica e dunque hanno meno pressione. È una formazione globalmente di qualità nei giocatori, ma anche negli allenatori. Il rumore dei nemici non c’è più: d’accordo? Ho vinto 5 campionati e voglio il sesto, sempre con la stessa filosofia. Quando arriva il momento della difficoltà bisogna essere pronti. A volte c’è il rumore dei nemici, a volte non c’è e qualcuno lavora anche meglio nel silenzio…».

MELO E TERRY – Mourinho dice la sua anche sulle parole di apprezzamento di Felipe Melo e sul caso Terry: «Melo ha parlato in Brasile e magari la traduzione delle sue parole non è stata quella giusta. Se uno parla positivamente di me mi piace, ma ho tanti dubbi che abbia parlato in modo negativo di Ciro. Melo ha sempre dato tutto per la sua squadra, dà sempre il massimo in campo e credo che stesse al fianco del suo allenatore, come lo sarà adesso con Zaccheroni. Per quanto riguarda Terry p arlo solo della fascia che ho dato io a Terry nel 2004. Sono arrivato in un club dove non c’era uno Zanetti intoccabile. Ho scelto un capitano, ho visitato i giocatori in nazionale, ho trovato 2 personalità da capitano che erano Lampara e Terry e ho fatto uno capitano e l’altro vice. Credo che la scelta sia stata perfetta e l’ho pensato fino alla fine».

LA BATTUTA – L’ultima battuta di Mourinho è nuovamente su Balotelli, ma questa volta non servono parole, solo un sorriso. Alla domanda se non sarebbe meglio riprendere l’attaccante nerazzurro in privato e non in pubblico l’allenatore portoghese non risponde, sorride e se ne va.

Balotelli continua a dar fastidio all’Inter e al calcio italianoultima modifica: 2010-02-06T16:20:08+01:00da calcio76
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